Dottrina della scienza: dialettica Io/Non-Io e autocoscienza
Nella Dottrina della scienza, Fichte pone l’Io puro come principio fondamentale: non è una cosa statica, ma un’attività che pone se stessa. La dialettica si articola in tre principi:
- l’Io pone se stesso;
- l’Io oppone a sé il Non-Io, che rappresenta ciò che appare come esterno e opposto;
- nell’Io si oppongono un Io divisibile e un Non-Io divisibile: la coscienza finita incontra così oggetti determinati.
Questi principi spiegano il rapporto tra soggetto e oggetto nella filosofia fichtiana; non vanno confusi con una sequenza di eventi materiali osservabili.
Streben e idealismo etico
L’Io è anche attività morale. Per agire e esercitare la libertà deve incontrare un limite: il Non-Io costituisce quindi un ostacolo da affrontare. Fichte chiama Streben lo sforzo o la tensione continua con cui l’Io finito opera sul mondo e cerca di superare i propri limiti. La libertà non è un risultato definitivamente raggiunto: senza ostacoli cesserebbe la possibilità stessa dell’azione. Questo orientamento è detto idealismo etico, perché attribuisce centralità all’agire morale. Rispetto all’Io penso kantiano, che organizza l’esperienza, l’Io fichtiano è presentato come principio più radicale, cui è ricondotto anche il Non-Io.