La crisi delle scienze e il progetto fenomenologico
Husserl critica un’impostazione che attribuisce valore soprattutto ai fatti misurabili e alle scienze esatte: riducendo la conoscenza a numeri e formule, si rischia di trascurare il senso dell’esperienza umana e il soggetto che vive il mondo. La fenomenologia mira a fare della filosofia una scienza rigorosa, tornando alle cose stesse: osservare i fenomeni come si presentano alla coscienza, senza dare per scontate teorie e abitudini mentali.
Il metodo fenomenologico
Il metodo si fonda su tre nuclei:
- Intenzionalità: la coscienza è sempre coscienza di qualcosa, come un oggetto, un ricordo o un’emozione.
- Epoché: consiste nel sospendere il giudizio sull’esistenza materiale del mondo, mettendolo tra parentesi per esaminare come le cose appaiono alla coscienza. Non significa negare il mondo.
- Fenomeno: per Husserl è ciò che si manifesta alla coscienza, non un’apparenza da scartare per raggiungere una realtà nascosta.
Con l’epoché non si arriva al nulla: resta il residuo fenomenologico, costituito dalla coscienza pura e dai fenomeni che essa accoglie. La fenomenologia studia le essenze pure che emergono da questa attenzione all’esperienza. Il rigore cercato non coincide con quello matematico: consiste nel risalire alle radici della conoscenza.