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Filosofia · 13. Edmund Husserl

Il pensiero: fenomenologia come scienza rigorosa dei fenomeni

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La crisi delle scienze e il progetto fenomenologico

Husserl critica un’impostazione che attribuisce valore soprattutto ai fatti misurabili e alle scienze esatte: riducendo la conoscenza a numeri e formule, si rischia di trascurare il senso dell’esperienza umana e il soggetto che vive il mondo. La fenomenologia mira a fare della filosofia una scienza rigorosa, tornando alle cose stesse: osservare i fenomeni come si presentano alla coscienza, senza dare per scontate teorie e abitudini mentali.

Il metodo fenomenologico

Il metodo si fonda su tre nuclei:

  • Intenzionalità: la coscienza è sempre coscienza di qualcosa, come un oggetto, un ricordo o un’emozione.
  • Epoché: consiste nel sospendere il giudizio sull’esistenza materiale del mondo, mettendolo tra parentesi per esaminare come le cose appaiono alla coscienza. Non significa negare il mondo.
  • Fenomeno: per Husserl è ciò che si manifesta alla coscienza, non un’apparenza da scartare per raggiungere una realtà nascosta.

Con l’epoché non si arriva al nulla: resta il residuo fenomenologico, costituito dalla coscienza pura e dai fenomeni che essa accoglie. La fenomenologia studia le essenze pure che emergono da questa attenzione all’esperienza. Il rigore cercato non coincide con quello matematico: consiste nel risalire alle radici della conoscenza.

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