L’epoché: sospendere l’atteggiamento naturale
Nella vita quotidiana assumiamo che il mondo esista indipendentemente dalla mente: Husserl chiama questa convinzione atteggiamento naturale. L’epoché sospende il giudizio su tale credenza e la mette «tra parentesi». Non nega la realtà e non equivale al dubbio metodico cartesiano: invita a osservare come il mondo si manifesta, senza darne per scontata l’esistenza né anticipare giudizi.
- Il mutamento di prospettiva sposta l’attenzione dal mondo considerato in sé al mondo così come appare.
- La sospensione mira a evitare che abitudini, pregiudizi e teorie precostituite condizionino l’indagine.
Riduzione fenomenologica e coscienza
Con la riduzione fenomenologica, l’indagine riconduce ciò che si considera al fenomeno, cioè a ciò che si manifesta alla coscienza. Il motto «Verso le cose stesse!» esprime l’orientamento a esaminare ciò che appare senza affidarsi in anticipo alle interpretazioni del senso comune o della scienza.
Dopo la messa tra parentesi del mondo materiale, resta il residuo fenomenologico: la coscienza che compie l’osservazione. Essa non è una scatola vuota, perché è sempre coscienza di qualcosa. Il mondo diventa così oggetto per la coscienza: soggetto e oggetto sono considerati nel loro rapporto nell’atto conoscitivo.