Vita e confronto con Hegel
Arthur Schopenhauer nacque a Danzica nel 1788 in una famiglia borghese: il padre, mercante, lo condusse in viaggi attraverso l’Europa e sperava che ne seguisse la professione. Schopenhauer scelse invece la filosofia e ottenne la libera docenza a Berlino. Per competere con Georg Wilhelm Friedrich Hegel fissò le proprie lezioni negli stessi orari; gli studenti, però, affollavano quelle di Hegel e le sue rimasero quasi vuote.
La loro opposizione riguarda soprattutto la concezione del reale: Schopenhauer rifiuta l’ottimismo razionalistico attribuito a Hegel e descrive l’esistenza come segnata da irrazionalità e dolore. Critica inoltre la filosofia accademica, che accusa di assecondare lo Stato e le ambizioni di carriera, e contrappone alla scrittura hegeliana il proprio stile diretto.
Influenze orientali e ricezione
- Attraverso l’orientalista Friedrich Majer, Schopenhauer entrò in contatto con le Upanishad e testi buddisti. Il Velo di Maya indica l’apparenza che nasconde la realtà; ascetismo e Nirvana sono presentati come vie di liberazione dalla sofferenza. Nel 1819 pubblicò Il mondo come volontà e rappresentazione, accolto inizialmente con scarso successo. La sua fortuna crebbe in un clima europeo di disillusione seguito ai fallimenti rivoluzionari del 1848.