Il mondo come volontà e rappresentazione
Pubblicato nel 1819, è l’opera fondamentale di Arthur Schopenhauer e presenta i nuclei del suo sistema filosofico. Il mondo ha due aspetti: come rappresentazione, è ciò che appare al soggetto attraverso l’esperienza; come volontà, è la realtà essenziale che Schopenhauer considera sottostante alle apparenze. La rappresentazione è accostata al Velo di Maya: non mostra direttamente l’essenza delle cose. La Volontà di vivere è descritta come cieca, irrazionale e priva di uno scopo razionale. Questa concezione è alla base del pessimismo schopenhaueriano.
Parerga e paralipomena
Pubblicata nel 1851, l’opera raccoglie saggi, riflessioni e aforismi, anziché presentarsi come un trattato sistematico. Il suo stile, più accessibile e brillante, contribuì alla successiva notorietà del filosofo. Il titolo indica scritti accessori e temi tralasciati.
- La prima opera espone i concetti centrali della filosofia di Schopenhauer.
- La seconda li affianca con testi di carattere più vario e divulgativo.
- La diversa ricezione viene collegata anche al contesto: dopo le rivoluzioni del 1848, la disillusione verso il progresso e l’ottimismo razionale favorì l’interesse per il pessimismo. È una spiegazione del successo tardivo, non l’unica causa possibile.