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Economia Aziendale · 7. La contabilità gestionale e la classificazione dei costi

La contabilità a costi diretti (direct costing) e a costi pieni (full costing)

  • Riassunto
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Funzione dei due metodi

La contabilità gestionale può determinare il costo di un prodotto secondo criteri diversi. Il direct costing attribuisce al prodotto i costi diretti e variabili, come materie prime e manodopera diretta; considera invece i costi fissi, per esempio l’affitto, costi di periodo, senza ripartirli sui singoli prodotti.

Il margine di contribuzione indica quanto i ricavi, al netto dei costi variabili, contribuiscono a coprire i costi fissi: MdC=Ricavi−Costi variabiliMdC = Ricavi - Costi\ variabili. Sottraendo poi i costi fissi si ottiene il risultato economico. Il metodo è utile per valutazioni di breve periodo.

Attribuzione dei costi indiretti

Il full costing attribuisce al prodotto i costi diretti e una quota dei costi indiretti, come ammortamenti, bollette e stipendio del direttore. Per ripartire i costi comuni si può adottare una base unica, cioè un parametro per l’intera azienda, oppure una base multipla, con centri di costo e criteri diversi per i reparti.

Confronto e applicazione

  • Il direct costing mette in evidenza il contributo alla copertura dei costi fissi; il full costing calcola un costo completo, utile anche per decisioni di prezzo nel lungo periodo. Nell’esempio delle scarpe, con ricavi unitari di 100 euro e costi variabili di 60 euro, il margine è di 40 euro. Con costi fissi di 10.000 euro, occorrono 250 paia per coprirli.
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