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Economia Aziendale · 7. La contabilità gestionale e la classificazione dei costi

La classificazione dei costi: fissi, variabili, diretti, indiretti, speciali, comuni

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Comportamento rispetto alla produzione

La classificazione in costi fissi e variabili descrive come una spesa reagisce al variare della quantità prodotta qq. I costi fissi non variano al variare della produzione: per esempio, l’affitto mensile del capannone resta uguale anche se cambia il numero di prodotti realizzati.

I costi variabili, invece, variano proporzionalmente alla produzione. Se il costo variabile unitario è cvcv, il costo totale si calcola sommando il costo fisso alla spesa variabile: CT=CF+(cv×q)CT = CF + (cv \times q). Per 500 sedie, con un affitto di 1.000 € e un costo del legno di 5 € per sedia, il costo totale è 1.000+(5×500)=3.5001.000 + (5 \times 500) = 3.500 €.

Attribuzione all’oggetto di calcolo

La distinzione tra costi diretti e indiretti dipende invece dalla possibilità di attribuire una spesa a un oggetto di calcolo, per esempio un prodotto. I costi diretti, detti anche speciali, sono misurabili in modo oggettivo per quel prodotto, come il legno impiegato per un tavolo. I costi indiretti, detti anche comuni, riguardano più prodotti o l’intera fabbrica e devono essere ripartiti in quote, come la luce del capannone o lo stipendio del direttore.

  • Fissi e variabili riguardano il comportamento del costo rispetto alla produzione.
  • Diretti e indiretti riguardano il criterio con cui il costo viene attribuito all’oggetto di calcolo.
Costi fissiCosti variabiliCosti direttiCosti indirettiOggetto di calcoloCosto totale