Comportamento rispetto alla produzione
La classificazione in costi fissi e variabili descrive come una spesa reagisce al variare della quantità prodotta . I costi fissi non variano al variare della produzione: per esempio, l’affitto mensile del capannone resta uguale anche se cambia il numero di prodotti realizzati.
I costi variabili, invece, variano proporzionalmente alla produzione. Se il costo variabile unitario è , il costo totale si calcola sommando il costo fisso alla spesa variabile: . Per 500 sedie, con un affitto di 1.000 € e un costo del legno di 5 € per sedia, il costo totale è €.
Attribuzione all’oggetto di calcolo
La distinzione tra costi diretti e indiretti dipende invece dalla possibilità di attribuire una spesa a un oggetto di calcolo, per esempio un prodotto. I costi diretti, detti anche speciali, sono misurabili in modo oggettivo per quel prodotto, come il legno impiegato per un tavolo. I costi indiretti, detti anche comuni, riguardano più prodotti o l’intera fabbrica e devono essere ripartiti in quote, come la luce del capannone o lo stipendio del direttore.
- Fissi e variabili riguardano il comportamento del costo rispetto alla produzione.
- Diretti e indiretti riguardano il criterio con cui il costo viene attribuito all’oggetto di calcolo.