La funzione dei sistemi elettorali
Un sistema elettorale stabilisce come i voti si trasformano in seggi parlamentari. Nel sistema maggioritario, nei collegi uninominali si elegge un solo candidato: il modello può favorire forze maggiori e rendere più semplice la formazione di maggioranze, ma può lasciare senza rappresentanza elettori di partiti sconfitti nel collegio. Nel sistema proporzionale, i seggi sono distribuiti in rapporto ai voti, di norma in collegi plurinominali: la rappresentanza delle diverse forze può essere più ampia, mentre la formazione di maggioranze può richiedere accordi. Sono tendenze, non risultati garantiti.
Il sistema italiano
Il Rosatellum combina i due criteri: circa il 37% dei seggi è assegnato in collegi uninominali con criterio maggioritario, circa il 61% con criterio proporzionale e il 2% nella circoscrizione Estero. Le percentuali sono approssimative. Il sistema include una soglia di sbarramento del 3% per le liste nella ripartizione proporzionale. Non va però dedotto che una lista sotto soglia non possa mai eleggere candidati: può prevalere in un collegio uninominale. Le liste sono bloccate: l’elettore non esprime preferenze per scegliere l’ordine dei candidati.
- Il voto, secondo l’articolo 48 della Costituzione, è personale, eguale, libero e segreto.
- Nessun modello assicura da solo sia rappresentanza sia stabilità: il sistema misto cerca di bilanciarle.