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Storia · 2. L'imperialismo, la società di massa e la Belle Époque

L'imperialismo europeo e la spartizione dell'Africa e dell'Asia

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Cause e caratteri dell’imperialismo

Nella seconda metà dell’Ottocento, le potenze industriali ampliarono la propria presenza in Africa e Asia. Cercavano materie prime, nuovi mercati e territori strategici; inoltre, il nazionalismo associava il possesso di un impero al prestigio internazionale. Le pretese di una presunta missione civilizzatrice erano giustificazioni razziste del dominio, non descrizioni oggettive dei popoli colonizzati.

L’imperialismo si sviluppò in forme diverse: il controllo politico e amministrativo poteva essere diretto o indiretto e si accompagnava a sfruttamento e coercizione. Non fu però una conquista senza resistenze: per esempio, l’Etiopia sconfisse l’Italia ad Adua.

Potenze, territori e diplomazia

  • La Gran Bretagna rafforzò il controllo delle rotte e dei territori; nel 1858 il governo dell’India passò dalla Compagnia delle Indie alla Corona, ma il dominio britannico non iniziò allora.
  • La Francia estese i propri possedimenti in Africa e in Indocina; a Fashoda, nel 1898, evitò lo scontro con la Gran Bretagna ritirandosi.
  • La Germania acquisì colonie nel 1884-85, durante Bismarck. Guglielmo II salì al trono nel 1888 e Bismarck lasciò nel 1890; in seguito la politica mondiale tedesca divenne più aggressiva.

Il Congresso di Berlino del 1878 riguardò i Balcani; la distinta conferenza del 1884-85 affrontò questioni africane e del Congo.

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Fonti

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