Belle Époque: progresso e contraddizioni
La Belle Époque è una periodizzazione convenzionale che va circa dal 1871 al 1914. Fu caratterizzata da innovazioni tecnologiche, trasformazioni sociali e fiducia nel progresso. Questa immagine di modernità conviveva però con disuguaglianze e conflitti coloniali e sociali: non fu un periodo di pace completa, né la guerra del 1914 era inevitabile.
- Tra i cambiamenti ricordati vi sono l’elettricità, il cinema e le automobili; nelle arti si diffusero l’Impressionismo e l’Art Nouveau.
Imperialismo e competizione
Tra fine Ottocento e inizio Novecento, le potenze europee conquistarono e governarono territori soprattutto in Africa e Asia. L’imperialismo rispondeva a interessi economici, politici e ideologici: ricerca di materie prime e mercati, prestigio internazionale e giustificazioni razziste. Anche gli Stati Uniti e il Giappone assunsero un ruolo crescente. La guerra ispano-americana del 1898 si svolse sotto la presidenza McKinley; la politica di Roosevelt e il suo corollario appartengono a una fase successiva.
Alleanze e tensioni internazionali
La Triplice Alleanza del 1882 legava Germania, Austria-Ungheria e Italia. La Triplice Intesa si sviluppò attraverso accordi distinti: l’Intesa cordiale franco-britannica del 1904 e la convenzione anglo-russa del 1907. Non era un unico trattato tripartito identico all’Alleanza, né comportava un automatismo bellico. Guglielmo II salì al trono nel 1888; Bismarck lasciò il governo nel 1890. Le rivalità coloniali, il revanscismo francese e le tensioni balcaniche contribuirono a un quadro instabile.