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Scienze Umane · 5. Welfare State e mondo del lavoro

Trasformazioni del lavoro: fordismo, postfordismo, precarietà (Sennett, Gallino)

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Dal fordismo al postfordismo

Nel quadro descritto, il fordismo si basa sulla catena di montaggio e su mansioni ripetitive: il lavoro è alienante e faticoso, ma associato alla stabilità del posto. Con il toyotismo, la produzione just in time si adegua alla domanda; il postfordismo è inoltre caratterizzato da automazione, flessibilità e crescita dei servizi.

  • Nel modello fordista, mestiere e sindacato contribuiscono a un’identità collettiva.
  • Nel postfordismo, la richiesta di adattarsi a mansioni, orari e sedi diversi si accompagna a un’identità più individualizzata e a maggiore incertezza.

Precarietà e rischi psicosociali

In L'uomo flessibile, Richard Sennett descrive la «corrosione del carattere»: l’assenza di prospettive a lungo termine rende più difficile costruire una narrazione coerente della propria vita, progettare e sviluppare legami di fiducia duraturi. Luciano Gallino interpreta invece la precarietà come una condizione strutturale del capitalismo contemporaneo, in cui il rischio d’impresa viene trasferito sui lavoratori attraverso rapporti frammentati e atipici.

Tra i rischi psicosociali indicati dalla fonte figurano iperconnessione, ansia da prestazione e burnout, inteso come esaurimento emotivo, perdita di motivazione e cinismo. La distinzione proposta è tra la ripetitività del lavoro alienante e l’eccessivo coinvolgimento mentale ed emotivo associato al burnout.

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