Dal fordismo al postfordismo
Nel quadro descritto, il fordismo si basa sulla catena di montaggio e su mansioni ripetitive: il lavoro è alienante e faticoso, ma associato alla stabilità del posto. Con il toyotismo, la produzione just in time si adegua alla domanda; il postfordismo è inoltre caratterizzato da automazione, flessibilità e crescita dei servizi.
- Nel modello fordista, mestiere e sindacato contribuiscono a un’identità collettiva.
- Nel postfordismo, la richiesta di adattarsi a mansioni, orari e sedi diversi si accompagna a un’identità più individualizzata e a maggiore incertezza.
Precarietà e rischi psicosociali
In L'uomo flessibile, Richard Sennett descrive la «corrosione del carattere»: l’assenza di prospettive a lungo termine rende più difficile costruire una narrazione coerente della propria vita, progettare e sviluppare legami di fiducia duraturi. Luciano Gallino interpreta invece la precarietà come una condizione strutturale del capitalismo contemporaneo, in cui il rischio d’impresa viene trasferito sui lavoratori attraverso rapporti frammentati e atipici.
Tra i rischi psicosociali indicati dalla fonte figurano iperconnessione, ansia da prestazione e burnout, inteso come esaurimento emotivo, perdita di motivazione e cinismo. La distinzione proposta è tra la ripetitività del lavoro alienante e l’eccessivo coinvolgimento mentale ed emotivo associato al burnout.