Un modello di welfare in trasformazione
Il Welfare State tradizionale si è sviluppato in una società caratterizzata da occupazione stabile, industria e famiglia con ruoli definiti, assetto associato al fordismo. Con il passaggio al post-fordismo, crescono flessibilità e precarietà lavorativa e si diffondono i servizi. Cambiano così sia le entrate contributive sia i bisogni da affrontare.
Tra i fattori di crisi figurano l’invecchiamento della popolazione, la diminuzione delle nascite, la discontinuità lavorativa e i nuovi rischi sociali, come la difficoltà di conciliare lavoro e cura o la non autosufficienza. Questi cambiamenti accrescono la pressione sulle risorse pubbliche e richiedono risposte diverse da quelle del welfare tradizionale.
Terzo Settore e sussidiarietà
- Il Terzo Settore comprende organizzazioni private che perseguono finalità di utilità sociale senza distribuire i profitti, che possono essere reinvestiti nelle attività. Ne fanno parte, tra gli altri, associazioni di volontariato, cooperative sociali e fondazioni. La conoscenza dei bisogni locali può favorire reti di solidarietà e capitale sociale, cioè fiducia e collaborazione.
- Il principio di sussidiarietà, richiamato dall’articolo 118 della Costituzione, orienta la collaborazione tra istituzioni e cittadini. La dimensione verticale assegna le funzioni al livello istituzionale più vicino, salvo che occorra esercitarle a un livello superiore; quella orizzontale promuove e sostiene l’iniziativa autonoma dei cittadini. Il Terzo Settore può affiancare l’azione pubblica, non cancellarne la responsabilità.