Salute e igiene mentale
La salute, nella definizione dell’OMS riportata dalla fonte, comprende il benessere fisico, mentale e sociale: non coincide quindi con la sola assenza di malattia. L’igiene mentale promuove il benessere psicologico e la prevenzione del disagio, anche in relazione ai rischi psicosociali presenti negli ambienti di lavoro. Il materiale non riporta risultati specifici di ricerche ETUI né dati sulla diffusione del burnout tra i lavoratori europei; non è quindi possibile ricavarne conclusioni quantitative.
Tre livelli di prevenzione
- Primaria: interviene prima che il disagio si manifesti, riducendo i fattori di rischio e favorendo ambienti sani in famiglia, a scuola e al lavoro. La fonte richiama, tra gli ambiti d’intervento, la gravidanza, la prima infanzia e il clima familiare.
- Secondaria: mira a riconoscere precocemente il problema e a ridurne la durata. È importante individuare le persone o i gruppi più esposti.
- Terziaria: quando il disturbo è diventato cronico, punta a limitare sofferenza e invalidità e a sostenere il reinserimento sociale.
La distinzione è utile per ragionare sul burnout: prevenire i rischi lavorativi, riconoscere precocemente il disagio e sostenere chi ne vive le conseguenze sono interventi diversi, da non confondere.