Dalla meccanizzazione all’automazione
La meccanizzazione impiega macchine che sostituiscono parte della forza fisica, ma richiedono ancora l’intervento dell’operatore. Con l’automazione, macchine e robot svolgono operazioni in autonomia e il lavoratore può assumere funzioni di controllo. La digitalizzazione estende la trasformazione ad alcune attività intellettuali e decisionali.
- La disoccupazione tecnologica deriva dalla sostituzione di mansioni con sistemi automatici; la tecnologia può anche creare nuovi lavori, ma chi perde il proprio impiego potrebbe non possedere le competenze richieste. Questo mancato incontro è detto skill mismatch.
- La polarizzazione descrive la crescita di occupazioni molto specializzate e di lavori mal pagati e precari, mentre si riducono alcune mansioni impiegatizie intermedie.
Delocalizzazione e precarietà
La delocalizzazione consiste nello spostamento della produzione in un altro Paese, spesso per ridurre i costi, anche grazie a salari più bassi, minori tutele o vantaggi fiscali. Nel Paese di origine può contribuire a disoccupazione e deindustrializzazione; nel Paese di destinazione può favorire lo sviluppo, ma accompagnarsi a sfruttamento e scarsa tutela dei lavoratori.
La possibilità di trasferire la produzione può indebolire il potere contrattuale dei lavoratori. Richard Sennett è associato al tema dell’ansia legata all’instabilità; Luciano Gallino sottolinea la frammentazione e la flessibilità eccessiva del lavoro.