La flessibilità e la precarietà
Nel quadro analizzato da Luciano Gallino, la flessibilità viene presentata come possibilità di adattare il lavoro alle esigenze delle imprese e, idealmente, di conciliarlo con la vita personale. Si trasforma però in precarietà quando il lavoratore subisce contratti brevi, retribuzioni basse e scarse tutele, senza poter scegliere davvero le proprie condizioni. Il passaggio descritto comprende il superamento del modello fordista, la diffusione di contratti atipici e la loro stabilizzazione in una condizione d’insicurezza.
Sennett e la corrosione del carattere
In L’uomo flessibile, Richard Sennett collega i cambiamenti continui del lavoro alla corrosione del carattere: la difficoltà di costruire un’identità e una storia personale coerenti nel tempo. L’assenza di prospettive durature indebolisce fiducia e fedeltà reciproche; spostamenti e cambi di mansione possono ostacolare la formazione di legami e comunità. Senza stabilità, diventa più difficile attribuire un senso unitario alla propria esperienza e progettare il futuro.
Effetti sulla vita lavorativa
- L’insicurezza può accompagnarsi a rischi psicosociali: stress prolungato, ansia legata al rinnovo del contratto, isolamento e burnout, inteso come esaurimento emotivo, fisico e mentale. Gallino mette a fuoco la condizione materiale e contrattuale; Sennett ne evidenzia le ricadute sull’identità, sulle relazioni e sulla capacità di dare continuità alla propria vita.