Dalla crisi del 1929 allo Stato interventista
Prima del 1929 era diffusa la fiducia nel laissez-faire: si riteneva che il mercato potesse autoregolarsi e che lo Stato dovesse intervenire poco. Il crollo di Wall Street e la successiva crisi mostrarono invece che disoccupazione e povertà potevano essere fenomeni sistemici, non semplici responsabilità individuali. La perdita dei redditi ridusse i consumi e aggravò le difficoltà delle imprese; la beneficenza privata non bastava a rispondere a bisogni tanto estesi.
New Deal e intervento pubblico
Dal 1933 Franklin D. Roosevelt promosse il New Deal. Il governo finanziò opere pubbliche per creare occupazione, introdusse misure di protezione sociale e regolò più rigorosamente banche e finanza. Questa politica si accordava con l’idea keynesiana che, quando la spesa privata è insufficiente, lo Stato possa sostenere domanda e occupazione anche ricorrendo al deficit spending. Il reddito da lavoro, a sua volta, può favorire la ripresa dei consumi.
- Il Social Security Act del 1935 introdusse sussidi di disoccupazione e pensioni di vecchiaia.
- Il passaggio decisivo è dallo Stato limitato alla tutela dell’ordine a uno Stato attivo nella risposta ai bisogni.
Presupposti del Piano Beveridge
Questa trasformazione contribuì a rendere concepibile il Welfare State: la sicurezza sociale come diritto dei cittadini e responsabilità pubblica. È il presupposto politico e culturale che collega il New Deal al Piano Beveridge.