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Scienze Umane · 7. Il Piano Beveridge e il Welfare State

La crisi del '29, il New Deal e i presupposti del Piano Beveridge

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Dalla crisi del 1929 allo Stato interventista

Prima del 1929 era diffusa la fiducia nel laissez-faire: si riteneva che il mercato potesse autoregolarsi e che lo Stato dovesse intervenire poco. Il crollo di Wall Street e la successiva crisi mostrarono invece che disoccupazione e povertà potevano essere fenomeni sistemici, non semplici responsabilità individuali. La perdita dei redditi ridusse i consumi e aggravò le difficoltà delle imprese; la beneficenza privata non bastava a rispondere a bisogni tanto estesi.

New Deal e intervento pubblico

Dal 1933 Franklin D. Roosevelt promosse il New Deal. Il governo finanziò opere pubbliche per creare occupazione, introdusse misure di protezione sociale e regolò più rigorosamente banche e finanza. Questa politica si accordava con l’idea keynesiana che, quando la spesa privata è insufficiente, lo Stato possa sostenere domanda e occupazione anche ricorrendo al deficit spending. Il reddito da lavoro, a sua volta, può favorire la ripresa dei consumi.

  • Il Social Security Act del 1935 introdusse sussidi di disoccupazione e pensioni di vecchiaia.
  • Il passaggio decisivo è dallo Stato limitato alla tutela dell’ordine a uno Stato attivo nella risposta ai bisogni.

Presupposti del Piano Beveridge

Questa trasformazione contribuì a rendere concepibile il Welfare State: la sicurezza sociale come diritto dei cittadini e responsabilità pubblica. È il presupposto politico e culturale che collega il New Deal al Piano Beveridge.

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