Il rapporto e il principio universalistico
Nel 1942, durante la Seconda guerra mondiale, il governo britannico affidò a William Beveridge un rapporto sulla riorganizzazione della protezione sociale nel dopoguerra. Il piano promuoveva un orientamento universalistico: la tutela sociale doveva essere riconosciuta come diritto dei cittadini, non soltanto come assistenza ai più poveri o beneficio riservato ai lavoratori assicurati. L’espressione dalla culla alla tomba riassume l’idea di una protezione nei diversi momenti della vita. Il rapporto indicava, tra le misure, sanità pubblica, sussidi e pensioni.
I cinque giganti
Beveridge individuò cinque ostacoli al progresso sociale:
- Bisogno, cioè indigenza e povertà;
- Malattia, da contrastare con servizi sanitari;
- Ignoranza, affrontabile attraverso l’istruzione;
- Squallore, legato a condizioni abitative degradate;
- Ozio, associato alla disoccupazione e alla necessità di favorire l’occupazione.
Sono cinque, non sei: il titolo del capitolo non modifica il numero indicato nel rapporto.
Beveridge e Bismarck
Il modello Bismarck lega la protezione assicurativa al lavoro e ai contributi; quello Beveridge si fonda sull’universalismo e, secondo il piano descritto, sul finanziamento attraverso la tassazione generale. Il confronto riguarda dunque soprattutto i criteri di accesso e finanziamento.