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Scienze Umane · 7. Il Piano Beveridge e il Welfare State

Il Piano Beveridge (1942): dalla culla alla tomba, i sei giganti da sconfiggere

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Il rapporto e il principio universalistico

Nel 1942, durante la Seconda guerra mondiale, il governo britannico affidò a William Beveridge un rapporto sulla riorganizzazione della protezione sociale nel dopoguerra. Il piano promuoveva un orientamento universalistico: la tutela sociale doveva essere riconosciuta come diritto dei cittadini, non soltanto come assistenza ai più poveri o beneficio riservato ai lavoratori assicurati. L’espressione dalla culla alla tomba riassume l’idea di una protezione nei diversi momenti della vita. Il rapporto indicava, tra le misure, sanità pubblica, sussidi e pensioni.

I cinque giganti

Beveridge individuò cinque ostacoli al progresso sociale:

  • Bisogno, cioè indigenza e povertà;
  • Malattia, da contrastare con servizi sanitari;
  • Ignoranza, affrontabile attraverso l’istruzione;
  • Squallore, legato a condizioni abitative degradate;
  • Ozio, associato alla disoccupazione e alla necessità di favorire l’occupazione.

Sono cinque, non sei: il titolo del capitolo non modifica il numero indicato nel rapporto.

Beveridge e Bismarck

Il modello Bismarck lega la protezione assicurativa al lavoro e ai contributi; quello Beveridge si fonda sull’universalismo e, secondo il piano descritto, sul finanziamento attraverso la tassazione generale. Il confronto riguarda dunque soprattutto i criteri di accesso e finanziamento.

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