Genesi e valore affettivo
Nel carme Dei Sepolcri, pubblicato nel 1807 e indirizzato a Ippolito Pindemonte, Foscolo riflette sul valore delle tombe a partire dall’Editto di Saint-Cloud, esteso all’Italia nel 1806. La legge prevedeva cimiteri fuori dalle città e tombe uniformi, senza iscrizioni sfarzose. La prospettiva materialistica di Foscolo considera la morte come dissoluzione della materia e fine dell’esistenza individuale. Tuttavia, la tomba conserva un significato per i vivi: alimenta la corrispondenza d’amorosi sensi e mantiene vivo il ricordo degli affetti.
Memoria e funzione civile
La memoria dei defunti assume anche una dimensione civile e politica. A Santa Croce, le tombe di Machiavelli, Michelangelo e Galileo ricordano figure illustri e possono ispirare i vivi a imprese nobili e al riscatto della patria. Foscolo esprime questa idea nel verso A egregie cose il forte animo accendono / l’urne de’ forti: il ricordo dei grandi non è soltanto privato, ma contribuisce alla coscienza collettiva.
La poesia eternatrice
- Il tempo, però, consuma anche i monumenti e cancella le tracce materiali. La poesia può tramandare la memoria e i valori civili oltre la durata delle tombe. Nel finale, Omero rende immortali attraverso il canto gli eroi greci e anche i troiani sconfitti, come Ettore. La poesia diventa così una forma di memoria capace di attraversare le generazioni.