Il pensiero poetico: dall'Ermetismo all'impegno civile del dopoguerra
La poesia di Salvatore Quasimodo attraversa due fasi, separate dall’esperienza della Seconda Guerra Mondiale. Nella prima, legata all’Ermetismo, il trasferimento al Nord accentua il senso di lontananza dalla Sicilia, trasformata dalla memoria in una terra d’origine idealizzata. La poesia diventa rifugio personale: ricorrono il mito dell’infanzia, la solitudine e il tentativo, illusorio, di recuperare il passato.
- Lo stile ermetico è essenziale, oscuro e fondato sull’analogia.
- In Ed è subito sera, l’esistenza è rappresentata attraverso l’illusione, il dolore e l’improvvisa conclusione della vita.
Dalla guerra all’impegno civile
Di fronte alla guerra, Quasimodo avverte che la poesia non può restare chiusa nell’interiorità. Nella fase dell’impegno civile, assume il compito morale di contribuire a “rifare l’uomo” e di denunciare la violenza. La parola poetica si apre alla collettività e si rivolge anche ai lettori e alle nuove generazioni.
- Giorno dopo giorno esprime questa svolta verso una poesia sociale e concreta.
- In Alle fronde dei salici, il silenzio dei poeti davanti all’orrore dell’occupazione diventa segno di lutto e protesta.
Il cambiamento riguarda anche lo stile: al linguaggio chiuso della prima fase subentra un tono più discorsivo, narrativo e accessibile.