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Italiano · 16. Italo Calvino

La trilogia dei Nostri antenati: allegoria e leggerezza

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Un progetto allegorico

Con I nostri antenati, Italo Calvino riunisce tre romanzi brevi ambientati in epoche lontane e in mondi fantastici, ma rivolti ai problemi dell’uomo contemporaneo e del suo rapporto con la società. I protagonisti, nobili e figure allegoriche, rappresentano condizioni o contraddizioni umane. La raccolta può essere letta sia come insieme di fiabe inverosimili, sia come riflessione filosofica: il fantastico e la leggerezza rendono accessibili temi complessi.

  • In Il visconte dimezzato, la divisione del protagonista in una metà buona e una cattiva mostra i limiti degli estremi; la ricomposizione finale suggerisce la possibilità di un equilibrio.
  • In Il barone rampante, Cosimo sceglie di vivere sugli alberi. La distanza gli permette di osservare la società, mentre il suo rapporto con la natura apre una riflessione sull’armonia e sulla sua difficile accessibilità.
  • In Il cavaliere inesistente, Agilulfo è un’armatura vuota, sostenuta dall’osservanza delle regole. La sua vicenda mette in luce il rischio di ridurre l’esistenza a una forma priva di umanità.

Un percorso di riflessione

I tre romanzi propongono risposte diverse alla condizione moderna: ricomporre gli opposti, prendere le distanze dalla società o interrogarsi su un’identità affidata soltanto alle regole. Il loro accostamento consente di riflettere sul rapporto tra individuo, società e ideali.

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