Vita e contesto torinese
Guido Gozzano nasce a Torino nel 1883 in una famiglia borghese benestante. Si iscrive a Giurisprudenza, ma si orienta verso la letteratura; nei primi anni universitari frequenta i salotti e assume atteggiamenti da dandy. La Torino descritta nella fonte è elegante, ma anche periferica e malinconica: un clima che contribuisce all’immaginario della sua poesia.
Nel 1907 gli viene diagnosticata la tubercolosi. La malattia interrompe la vita mondana e alimenta la consapevolezza della fragilità e della fine. Gozzano si ritira spesso ad Agliè, nel Canavese, cerca cure in climi più caldi e si reca anche in India nel 1912. Muore nel 1916, a 32 anni.
Il Crepuscolarismo
Gozzano è presentato come un esponente centrale del Crepuscolarismo, che esprime il venir meno della poesia celebrativa e del poeta visto come eroe o guida. In opposizione al modello del superuomo associato a Gabriele D’Annunzio, la sua poesia si rivolge a oggetti quotidiani, ambienti dimessi e ricordi, senza aspirare alla grandezza eroica.
Poetica e atteggiamento
- La malinconia e la malattia si accompagnano all’ironia, che consente al poeta di osservare con distacco anche se stesso e la vita borghese. La cosiddetta vergogna della poesia indica il disagio di sentirsi poeta in una società orientata all’utile e al profitto. L’anti-eroismo di Gozzano si manifesta così nella scelta di temi ordinari e in una voce priva di pretese da vate.