Vicenda e personaggi
La signorina Felicita ovvero la Felicità è un poemetto incluso nella raccolta I colloqui, pubblicata nel 1911. Il protagonista, un intellettuale torinese malato, frequenta Villa Amarena, nel Canavese, e conosce Felicita, figlia del proprietario. Tra i due nasce una relazione affettuosa; il poeta immagina di sposarla e di condurre una vita diversa, ma infine parte, senza riuscire a realizzare quel progetto.
Felicita è lontana sia dalla donna angelicata sia dalla figura femminile fatale: è descritta come ordinaria, pratica e poco interessata alla cultura. Le sue attività domestiche e la sua serenità rappresentano una quotidianità semplice, che il protagonista desidera ma non riesce ad abitare pienamente.
Vita, poesia e ironia
- Il poemetto contrappone la vita concreta e rassicurante di Felicita alla poesia, associata alla complessità intellettuale e alla malinconia del protagonista. La sua condizione comprende la malattia fisica e una sorta di «malattia letteraria»: l’abitudine a leggere e analizzare lo separa dall’immediatezza dell’esistenza.
- L’ironia attenua il tono elegiaco e mette in contrasto registri diversi. La forma metrica raffinata accoglie elementi quotidiani e accostamenti inattesi, come la rima tra Nietzsche e camicie. Così Gozzano ridimensiona il modello del poeta-vate e valorizza le «buone cose di pessimo gusto».