L’illusione dei sensi
In Novembre, componimento di Myricae, Pascoli presenta una giornata che richiama l’Estate di San Martino. L’aria limpida e il sole chiaro evocano inizialmente la primavera: il lettore può immaginare gli albicocchi in fiore e percepire l’odore del prunalbo. La luce, però, crea un’impressione ingannevole.
- Vista: al cielo luminoso si oppongono le piante spoglie e scure.
- Udito: il paesaggio è silenzioso; si avverte soltanto, in lontananza, la caduta delle foglie.
- Sensazioni: la promessa di una natura mite e vitale contrasta con la stagione spoglia descritta nei versi.
Apparenza, realtà e simbolo
La poesia procede dall’impressione iniziale di luminosità alla constatazione di un paesaggio privo di fiori e di vita. Il contrasto tra ciò che sembra e ciò che è davvero non riguarda soltanto il tempo atmosferico: il paesaggio assume un valore simbolico e suggerisce la fragilità della vita e la presenza della morte.
La chiusa, «È l’estate, / fredda, dei morti», accosta termini in tensione e rovescia l’idea di una stagione calda e vitale. L’ossimoro condensa il significato del componimento: la bellezza momentanea non cancella la realtà della caducità. Anche il passaggio dal cielo aperto alle foglie che cadono contribuisce a restringere progressivamente lo sguardo verso questa conclusione.