Il Fanciullino
Per Giovanni Pascoli, in ogni persona vive un Fanciullino, capace di guardare il mondo con stupore e di cogliere legami nascosti tra le cose. L’adulto, assorbito dalla ragione e dalle necessità quotidiane, tende a non ascoltarlo; il poeta, invece, ne accoglie la voce. La poesia nasce così da un’intuizione non razionale e può trovare materia anche nelle esperienze più umili e negli oggetti comuni.
- Il Fanciullino osserva ciò che è consueto come se fosse nuovo.
- La sua parola crea accostamenti inediti, senza affidarsi a spiegazioni logiche.
Simbolismo e impressionismo
Pascoli suggerisce anziché descrivere la realtà in modo ordinato: presenta dettagli visivi e sonori, come impressioni isolate. Il fonosimbolismo sfrutta il suono delle parole e le onomatopee per evocare sensazioni e stati d’animo. Anche gli elementi naturali assumono significati ulteriori: il nido richiama la famiglia e la protezione; la siepe ne delimita il rifugio; la nebbia vela il mondo lontano e favorisce l’isolamento. Un oggetto può così esprimere solitudine o abbandono, oltre alla propria presenza concreta.
Due idee del poeta
Nel confronto proposto con D’Annunzio, il poeta-fanciullino pascoliano è legato alle piccole cose e si raccoglie nel nido; il Superuomo dannunziano, invece, si distingue dalla massa e afferma la propria energia.