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Italiano · 21. Charles Baudelaire e il Simbolismo europeo

Spleen: il tedio esistenziale e la modernità come condizione di alienazione

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Lo Spleen: una condizione interiore

In Baudelaire lo Spleen è una condizione esistenziale profonda, non una tristezza momentanea: unisce tedio, angoscia e senso di oppressione, fino a paralizzare interiormente l’individuo. Il termine è ricondotto alla tradizione medica antica, che associava la milza alla malinconia; nella poesia diventa una condizione psicologica.

  • Il tempo è vissuto come una durata dolorosa e senza significato.
  • La speranza si spegne e la realtà appare soffocante.
  • Possono emergere immagini macabre o grottesche, come nel componimento Spleen (IV), dove il cielo è rappresentato come un peso opprimente.

Modernità e alienazione

La metropoli moderna è presentata come uno spazio in cui l’affollamento non elimina la solitudine: l’individuo può sentirsi estraneo alla folla e isolato. Lo Spleen si collega così all’esperienza di alienazione descritta nel materiale: la vita urbana appare inospitale e il rapido mutamento della città può cancellare riferimenti e ricordi.

  • La mercificazione dell’arte e la perdita di un ruolo sociale riconosciuto contribuiscono al disagio dell’intellettuale.
  • L’attenzione poetica può rivolgersi anche al brutto e alle figure marginali.

Il tedio non è quindi soltanto noia: esprime il rapporto tormentato tra individuo, città e modernità.

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