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Fisica · 7. Relatività generale

Onde gravitazionali e buchi neri: previsione di Einstein, rilevazione da parte di LIGO (2015), buchi neri e orizzonte degli eventi, singolarità (cenni)

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Spaziotempo e onde gravitazionali

Nella relatività generale lo spaziotempo è un tessuto flessibile: le masse lo deformano e la gravità è l'effetto di questa geometria. Una massa che accelera in modo asimmetrico genera onde gravitazionali, increspature che si propagano alla velocità della luce e trasportano energia. La loro intensità si misura con lo strain h=ΔLLh = \frac{\Delta L}{L}, dove ΔL\Delta L è la variazione di lunghezza e LL la lunghezza iniziale. In sintesi:

  • trasportano energia lontano dalla sorgente;
  • viaggiano a cc;
  • deformano lo spazio in direzioni perpendicolari.

LIGO e la rivelazione del 2015

Einstein previde le onde nel 1916, ma la rivelazione arrivò il 14 settembre 2015 con l'interferometro LIGO. Due bracci perpendicolari lunghi 4 km ospitano fasci laser nel vuoto; un'onda gravitazionale allunga un braccio e accorcia l'altro, modificando la figura di interferenza. Dalla relazione inversa ΔL=h⋅L\Delta L = h \cdot L segue che per h=10−21h = 10^{-21} e L=4000L = 4000 m si ha ΔL=4×10−18\Delta L = 4 \times 10^{-18} m.

Buchi neri

Un buco nero è una regione in cui la gravità impedisce anche alla luce di sfuggire. La singolarità è il centro in cui la massa è concentrata; l'orizzonte degli eventi è il confine di non ritorno. Il suo raggio è il raggio di Schwarzschild:

RS=2GMc2R_S = \frac{2GM}{c^2}
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