Il Tractatus logico-philosophicus: linguaggio e realtà
Nel Tractatus, il linguaggio rappresenta il mondo: una proposizione sensata raffigura un possibile fatto grazie a una forma logica condivisa con la realtà. Questo rapporto è detto isomorfismo. Il linguaggio descrittivo ha dunque limiti: etica, estetica e metafisica non si lasciano esprimere come descrizioni di fatti. Ciò non le rende prive di importanza: appartengono alla sfera del Mistico, rispetto alla quale vale il richiamo a tacere su ciò di cui non si può parlare.
- La filosofia chiarisce i confini di ciò che si può dire con senso; non sostituisce la descrizione dei fatti con teorie astratte.
Le Ricerche filosofiche: uso e giochi linguistici
Nelle Ricerche filosofiche, la riflessione si sposta dalla raffigurazione logica all’uso concreto: il significato di una parola dipende da come viene impiegata. Parlare significa partecipare a diversi giochi linguistici, come dare ordini, pregare o raccontare, ciascuno legato a regole e contesti.
Non esiste una caratteristica unica condivisa da tutti i giochi: li collegano somiglianze di famiglia, cioè somiglianze sovrapposte e incrociate. Inoltre, usare parole e seguire regole è un’attività pubblica e condivisa; l’idea di un linguaggio interamente privato non spiega come distinguere l’uso corretto da quello scorretto. Il confronto tra le due opere mostra il passaggio da un modello unitario del linguaggio a una pluralità di pratiche.