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Filosofia · 18. Ludwig Wittgenstein

Il secondo Wittgenstein: giochi linguistici, significato come uso, forme di vita

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Dal significato all’uso

Nelle Ricerche filosofiche, il secondo Wittgenstein mette in discussione l’idea che comprendere una parola significhi sempre associare a essa un oggetto o una definizione fissa. Il significato dipende dal modo in cui la parola viene usata nelle situazioni concrete: per comprenderla occorre osservare che cosa fanno i parlanti con essa, nel contesto.

Giochi linguistici e forme di vita

Wittgenstein chiama giochi linguistici le diverse attività in cui il linguaggio è intrecciato con azioni e regole: dare ordini, raccontare, pregare o ringraziare. Non sono soltanto descrizioni della realtà. I giochi linguistici si comprendono entro forme di vita, cioè pratiche, abitudini e attività condivise. Perciò capire un’espressione richiede attenzione al contesto umano in cui viene usata.

Somiglianze di famiglia

Il concetto di somiglianza di famiglia spiega come una parola generale possa riferirsi a casi collegati da somiglianze sovrapposte, senza che tutti condividano una caratteristica unica. Per esempio, i diversi giochi possono assomigliarsi per aspetti differenti, senza possedere necessariamente un’essenza comune.

  • Uso: orienta il significato delle parole.
  • Gioco linguistico: attività linguistica regolata e situata.
  • Forma di vita: insieme di pratiche condivise.
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