Raffigurare il mondo
Nel Tractatus Logico-Philosophicus, il mondo è la totalità dei fatti, cioè di come le cose stanno, non un semplice insieme di oggetti. Una proposizione funziona come un’immagine: raffigura una situazione possibile grazie a una struttura logica condivisa con essa, un rapporto detto isomorfismo. La proposizione ha senso se rappresenta una situazione possibile; è vera se quella situazione sussiste, falsa se non sussiste.
Il senso e i limiti del linguaggio
Le proposizioni empiriche descrivono fatti e possono essere vere o false. Tautologie e contraddizioni logiche sono sinnlos: non raffigurano fatti, ma manifestano la struttura logica. Le espressioni metafisiche e quelle che pretendono di formulare valori etici o estetici non sono proposizioni fattuali dotate di senso: non descrivono stati di cose. La filosofia, perciò, è un’attività di chiarificazione del linguaggio, non una scienza che aggiunge fatti al mondo.
Dire e mostrare
- Il limite del linguaggio fattuale non implica che etica, arte o senso della vita siano privi d’importanza. Per Wittgenstein, ciò che non può essere detto come un fatto può mostrarsi nel modo di vivere e nelle opere. Il mistico riguarda ciò che non si lascia esprimere in proposizioni descrittive; il finale del Tractatus invita quindi al silenzio su ciò di cui non si può parlare.