Critica dell'economia politica e della società capitalista
Per analizzare il capitalismo, Marx parte dalla merce, cioè da ciò che viene prodotto per essere venduto. Ogni merce presenta due aspetti:
- il valore d'uso, legato alla sua utilità;
- il valore di scambio, che esprime la possibilità di scambiarla con altre merci.
Secondo Marx, il valore di scambio dipende dalla quantità di lavoro socialmente necessario per produrre la merce. Il feticismo delle merci si verifica quando i rapporti sociali e il lavoro che stanno dietro ai prodotti appaiono invece come rapporti tra cose: il valore sembra appartenere naturalmente alla merce.
Plusvalore e crisi
Nel capitalismo il lavoratore vende la propria forza-lavoro in cambio di un salario. Nel modello illustrato, durante una parte della giornata lavorativa produce un valore equivalente al salario; nel tempo restante produce valore non retribuito, detto plusvalore, da cui deriva il profitto del capitalista.
Marx distingue gli investimenti in macchinari, o capitale costante, da quelli nella forza-lavoro, o capitale variabile. Se aumentano la produzione meccanizzata e i licenziamenti, diminuiscono sia il lavoro vivo che genera plusvalore sia la capacità dei lavoratori di acquistare merci. Può così manifestarsi una crisi di sovrapproduzione: merci invendute, chiusure di fabbriche e disoccupazione.