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Filosofia · 14. Henri Bergson

Critica al meccanicismo e al determinismo scientifico

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Il limite del meccanicismo

Bergson critica l’idea che la scienza possa spiegare ogni aspetto della realtà. Il determinismo interpreta gli eventi come effetti calcolabili di cause precedenti; il meccanicismo estende questa visione anche agli esseri viventi, trattando la realtà come una macchina. Questo metodo è efficace per studiare la materia, ma secondo Bergson non coglie la vita e la coscienza: analizzare significa isolare e immobilizzare, mentre la vita è un flusso continuo.

Evoluzione e slancio vitale

In L’evoluzione creatrice, Bergson rifiuta sia il meccanicismo, che riconduce l’evoluzione a cause passate, sia il finalismo, che la considera diretta verso un fine già stabilito. Entrambe le prospettive lasciano poco spazio alla novità e alla libertà. Bergson propone lo slancio vitale (élan vital): un’energia creativa, libera e imprevedibile, grazie alla quale la vita inventa forme nuove senza seguire un percorso prestabilito.

Intelligenza e intuizione

Le due facoltà conoscitive hanno funzioni diverse:

  • l’intelligenza analizza e organizza la realtà per consentire di agire sulla materia;
  • l’intuizione, definita come istinto divenuto disinteressato e consapevole, coglie dall’interno il divenire della vita.

Perciò l’intelligenza è utile alla conoscenza pratica, mentre l’intuizione è lo strumento filosofico per comprendere il flusso continuo.

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