Natura, Spirito e Assoluto
Per Schelling, Natura e Spirito non sono realtà separate, ma due dimensioni che nell’Assoluto coincidono. L’intuizione intellettuale permette al filosofo di cogliere questa unità in modo immediato, senza un ragionamento discorsivo. Tuttavia, resta un’esperienza interiore e soggettiva: non offre da sola una manifestazione concreta e condivisibile dell’Assoluto.
L’arte come organo della filosofia
L’arte è l’organo della filosofia perché rende oggettiva, in un’opera, la verità che la filosofia pensa. Nella creazione si uniscono due componenti:
- l’ispirazione inconscia, spontanea e naturale, legata alla Natura;
- la tecnica conscia, fatta di studio e lavoro razionale, legata allo Spirito.
L’opera non è quindi soltanto un prodotto tecnico né una semplice espressione spontanea: manifesta la loro unità in una forma materiale.
Il genio e l’infinito nel finito
Il genio artistico è una forza naturale che opera consapevolmente, dando forma all’opera. Questa è finita come oggetto, ma può contenere significati inesauribili: è l’infinito nel finito. La componente inconscia fa sì che l’opera possa esprimere più di quanto l’artista comprenda o controlli razionalmente. Per questo Schelling considera l’arte «organo e documento» della filosofia: essa testimonia concretamente l’unità di Natura e Spirito.