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Filosofia · 7. Charles Darwin

Opere principali: L'origine delle specie, L'origine dell'uomo

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L'origine delle specie: selezione naturale

Nel 1859, in L'origine delle specie, Charles Darwin propone la selezione naturale per spiegare come cambiano le specie. Poiché nascono più individui di quanti le risorse possano sostenere, si verifica una lotta per l'esistenza. Gli individui presentano variazioni: in un determinato ambiente, alcune caratteristiche favoriscono sopravvivenza e riproduzione. Chi le possiede può trasmetterle ai discendenti. Il processo non presuppone un piano della natura: una caratteristica vantaggiosa in un contesto può non esserlo in un altro.

L'origine dell'uomo: continuità biologica

Nel 1871 Darwin applica la prospettiva evoluzionistica all'essere umano. La continuità biologica colloca l'uomo nel mondo animale; uomini e scimmie antropomorfe attuali condividono un antenato comune, ma l'uomo non discende dalle scimmie attuali. La selezione sessuale riguarda caratteristiche che favoriscono il successo nell'accoppiamento, anche quando non offrono un vantaggio diretto nella sopravvivenza.

Conseguenze filosofiche

  • Queste opere ridimensionano l'antropocentrismo: la specie umana non occupa una posizione biologica separata dal resto della vita. La selezione naturale offre una spiegazione dei caratteri degli organismi senza richiedere un progetto intenzionale. Perciò l'essere umano è parte dell'albero della vita e soggetto, come gli altri organismi, ai processi evolutivi.
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