Indipendenza e ruolo del CSM
La Costituzione definisce la magistratura un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (art. 104). Nell’esercizio della funzione giudiziaria, i giudici sono soggetti soltanto alla legge (art. 101): l’indipendenza non significa quindi libertà di ignorare le norme. Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) tutela l’autonomia della magistratura e adotta, secondo l’art. 105 e le norme dell’ordinamento giudiziario, provvedimenti riguardanti assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, promozioni e disciplina.
Inamovibilità
I magistrati sono inamovibili: non possono essere dispensati o sospesi dal servizio, né destinati ad altre sedi o funzioni senza una decisione del CSM adottata con le garanzie previste dall’ordinamento, oppure con il loro consenso (art. 107). La garanzia limita interferenze arbitrarie, ma non esclude responsabilità disciplinari né il trasferimento disposto secondo le procedure previste.
Assenza di gerarchia
- I magistrati non sono subordinati, nell’interpretazione della legge e nella decisione dei casi, a un superiore che possa impartire loro ordini. Le funzioni e i gradi degli uffici sono distinti, ma non costituiscono una gerarchia personale nell’attività giudiziaria. Le decisioni dei giudici superiori possono incidere sui procedimenti attraverso i rimedi previsti dalla legge; ciò non equivale a un potere generale di comando sul singolo magistrato.