Concetto generale
La velocità enzimatica dipende da concentrazione del substrato, temperatura, pH e presenza di inibitori. Aumentando la concentrazione del substrato , la velocità cresce finché tutti i siti attivi sono occupati; allora si raggiunge la velocità massima e altro substrato non accelera più.
Temperatura e pH
Fino alla temperatura ottimale (circa nel corpo umano), il calore aumenta l’energia cinetica e accelera l’enzima. Oltre la soglia, i legami deboli si rompono e avviene la denaturazione: l’enzima perde la forma tridimensionale e smette di funzionare. Ogni enzima lavora in un intervallo ristretto di pH: la pepsina nello stomaco richiede , la tripsina nell’intestino . Variazioni eccessive alterano le cariche degli amminoacidi nel sito attivo e possono denaturare l’enzima.
Inibitori
- Competitivi: somigliano al substrato, occupano il sito attivo; l’effetto si annulla aumentando molto e si può ancora raggiungere .
- Non competitivi: si legano a un sito allosterico, deformano la proteina; il sito attivo cambia forma e resta ridotta anche con più substrato.