Millet e il Realismo
Jean-François Millet, pittore francese legato a Barbizon, rese protagonisti della pittura i contadini e il lavoro nei campi. Con figure monumentali e scultoree, toni terrosi e una solennità di impronta classica, rappresentò la vita rurale senza idealizzarla né ridurla al pittoresco.
Le spigolatrici
Tre donne raccolgono da terra le spighe rimaste dopo la mietitura, attività di sussistenza dei nullatenenti. La composizione contrappone il primo piano scuro, dove le figure sono chine nella fatica, allo sfondo luminoso del raccolto, sorvegliato da un fattore a cavallo. La loro grandezza e la dignità con cui sono raffigurate rendono visibile il contrasto sociale, senza sentimentalismo.
- La luce calda e i volumi compatti conferiscono solennità a un soggetto umile.
- La povertà è evocata attraverso la distanza tra le spigolatrici e l’abbondanza sullo sfondo.
L'Angelus e la lettura di Dalí
Nel dipinto, due contadini interrompono il lavoro per pregare: le sagome scure, il cielo dorato e lo spazio spoglio creano un’atmosfera sospesa. Salvador Dalí rilesse l’opera attraverso il metodo paranoico-critico, individuandovi un’angoscia nascosta. Un esame radiografico evidenziò sotto il cesto una forma interpretata come una piccola bara. Il lutto per un figlio è dunque la lettura proposta da Dalí, non un significato originario accertato dell’opera.