Contesto e principi
Il Realismo si sviluppa in Francia intorno alla metà dell’Ottocento, in un periodo segnato dai moti del 1848, dalla Seconda Rivoluzione Industriale e dalle tensioni sociali. Influenzato dal Positivismo, che promuove un’indagine razionale della realtà, reagisce all’idealismo romantico e all’accademismo neoclassico. Gli artisti rivolgono l’attenzione al presente e alle condizioni di vita delle persone comuni.
La rappresentazione mira all’adesione al vero: evita abbellimenti e idealizzazioni e attribuisce dignità artistica alla fatica, alla povertà e al lavoro manuale. L’osservazione diretta dei soggetti sostituisce la posa accademica; le imperfezioni fisiche e ambientali non vengono corrette per idealizzare la scena.
Temi e modalità tecniche
Tra i soggetti ricorrono il lavoro nei campi, gli ambienti domestici poveri e gli spaccati di vita urbana. La pittura di genere e il paesaggio acquistano rilievo. Sono frequenti un tratto ruvido e colori terrosi, bruni, grigi e ocra.
- Le tele di grandi dimensioni dedicate a soggetti umili mettono in discussione le convenzioni dei Salon.
- In Le spigolatrici (1857), Jean-François Millet rappresenta tre contadine che raccolgono i resti del grano dopo la mietitura. La composizione conferisce monumentalità a una scena di lavoro rurale e dignità alle figure anonime.