Courbet e il Realismo
Gustave Courbet (1819-1877), nato a Ornans e formatosi a Parigi, è una figura centrale del Realismo. Il suo orientamento si oppone alle idealizzazioni romantiche e neoclassiche: l’arte deve rappresentare ciò che è visibile e tangibile, senza abbellimenti accademici o sentimentalismi. La sua pittura a olio è materica, con pennellate corpose e attenzione alle caratteristiche fisiche delle cose. Tra i soggetti ricorrono lavoratori, scene quotidiane e paesaggi rurali.
Gli spaccapietre
Nel dipinto del 1849, oggi distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, un anziano e un giovane frantumano pietre. La composizione chiusa, i toni terrosi, gli abiti logori e le posture curve rendono evidente la fatica. L’accostamento delle età richiama il ciclo della miseria: la vita di stenti sembra ripetersi. I volti poco visibili sottraggono centralità ai singoli individui e fanno dei lavoratori i rappresentanti di una classe sociale. La denuncia sociale conferisce dignità monumentale a un soggetto quotidiano.
L’uomo disperato
- Questo autoritratto giovanile, realizzato tra il 1843 e il 1845, precede la formulazione rigorosa del Realismo. Il volto ravvicinato, gli occhi spalancati e le mani tra i capelli esprimono tensione psicologica. La luce radente e il chiaroscuro accentuano l’intensità del gesto. L’opera mostra un interesse per un’espressione autentica e non idealizzata.