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Scienze Umane · 20. Nuove sfide per l'istruzione

Scuola e disuguaglianze: inclusione, BES, DSA e bisogni educativi speciali

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Dall’integrazione all’inclusione

La scuola dovrebbe garantire a tutti opportunità comparabili, ma può riflettere o amplificare disuguaglianze legate al contesto familiare e socio-economico. Nella prospettiva dell’inclusione, non è l’alunno a dover diventare conforme a un modello standard: è l’ambiente scolastico che deve adattarsi e valorizzare le differenze. L’integrazione, invece, si concentra sull’alunno con difficoltà e sul supporto necessario per partecipare al sistema esistente.

BES e personalizzazione

I BES (Bisogni Educativi Speciali) non sono una diagnosi: indicano bisogni che possono derivare da disabilità certificata, disturbi evolutivi specifici oppure svantaggio socio-economico, linguistico o culturale. Possono essere temporanei. Per gli alunni con BES senza disabilità certificata, il consiglio di classe può predisporre un PDP, che definisce strategie didattiche personalizzate. Per la disabilità certificata sono previsti il PEI e l’insegnante di sostegno.

DSA: riconoscere e sostenere

I DSA, disciplinati dalla Legge 170 del 2010, riguardano specifiche abilità di lettura, scrittura o calcolo e non equivalgono a una difficoltà dell’intelligenza generale. Comprendono dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. Nel PDP possono essere indicati:

  • strumenti compensativi, come calcolatrice, sintesi vocale e mappe;
  • misure dispensative, come non leggere ad alta voce o disporre di più tempo nelle verifiche.

La scelta degli aiuti deve rispondere alle necessità dello studente.

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