I generi e le occasioni
Nella cultura greca si distinguono tre principali generi oratori: giudiziario, deliberativo ed epidittico. Il primo si svolge nei tribunali e mira a persuadere i giudici su una controversia; il secondo interviene nelle assemblee per orientare decisioni pubbliche; il terzo celebra persone, valori o occasioni collettive. I discorsi fanno ricorso ad argomenti, narrazione e scelte stilistiche adatte al pubblico e allo scopo. La ricerca dell’eikós, cioè del verosimile, può rendere credibile una ricostruzione, ma non equivale a una prova certa.
Lisia e la pratica giudiziaria
Lisia è legato soprattutto all’oratoria giudiziaria e alla logografia: compone discorsi destinati a essere pronunciati dai suoi clienti. Nelle orazioni, chiarezza, concisione e attenzione alla situazione concreta aiutano a presentare il caso in modo persuasivo. Il discorso giudiziario è rivolto ai giudici, non alla boule, cioè il consiglio cittadino. Opere come Contro Eratostene e Per l’invalido sono associate alla sua produzione.
Isocrate e il confronto
- Isocrate è noto per l’attività educativa e per discorsi di carattere epidittico, fra cui il Panegirico. Predilige periodi ampi e curati e affida alla parola un compito formativo e civico. Lisia scrive per situazioni processuali concrete; Isocrate compone testi rivolti a un pubblico più ampio e colto. La distinzione riguarda soprattutto finalità e occasioni d’uso: entrambi ricercano efficacia e raffinatezza espressiva.