Romanzi: identità e maschere
In Il fu Mattia Pascal, Mattia crede di poter ricominciare dopo essere stato creduto morto e assume il nome di Adriano Meis. La mancanza di un’identità riconosciuta gli impedisce però di vivere pienamente nella società: tornato a casa, non può riprendere la vita di prima. L’immagine dello strappo nel cielo di carta rappresenta la crisi di chi scopre la fragilità delle proprie certezze. In Uno, nessuno e centomila, la moglie fa notare a Vitangelo Moscarda che il suo naso pende da una parte. Da questa osservazione nasce la consapevolezza che ciascuno è visto diversamente dagli altri; Moscarda cerca di sottrarsi alle identità imposte.
Novelle e teatro
- In Novelle per un anno, vicende quotidiane rivelano le costrizioni sociali e familiari. In Il treno ha fischiato, il fischio apre per Belluca uno spiraglio d’immaginazione e libertà; La carriola mostra una ribellione segreta alla forma sociale.
- Nel teatro grottesco, Così è (se vi pare) mette in scena verità inconciliabili e il relativismo conoscitivo. Con Sei personaggi in cerca d’autore, il teatro riflette sui propri meccanismi: i personaggi chiedono agli attori di rappresentare la loro storia. La follia di Moscarda appare come liberazione dalle forme, mentre in Enrico IV diventa una condizione di prigionia.