Opera e obiettivo
Zang Tumb Tumb è un’opera di Filippo Tommaso Marinetti pubblicata nel 1914 e dedicata all’assedio di Adrianopoli durante la prima guerra balcanica. Marinetti vi aveva partecipato come corrispondente di guerra. Il titolo è un’onomatopea che richiama i colpi di cannone e le esplosioni. L’opera vuole coinvolgere il lettore nel fragore dello scontro: il rumore, più che la psicologia dei personaggi, diventa protagonista.
Le parole in libertà
Per rappresentare il caos bellico, Marinetti supera la sintassi tradizionale con le parole in libertà, disposte sulla pagina anche secondo rapporti visivi. Tra le scelte formali indicate ci sono:
- verbi all’infinito, che suggeriscono durata e azione continua;
- riduzione di aggettivi e avverbi, per accelerare il ritmo;
- abolizione della punteggiatura tradizionale, sostituita da segni matematici o musicali;
- caratteri tipografici di dimensioni, pesi e stili diversi;
- onomatopee che trascrivono i rumori.
La pagina come immagine
La pagina non è soltanto un testo da leggere: è anche uno spazio visivo. Disposizione delle parole, tipografia e suoni scritti contribuiscono a comunicare velocità, rumore e fisicità della battaglia. Forma e contenuto collaborano così a rendere percepibile il caos del conflitto.