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Italiano · 22. Il Futurismo e Filippo Tommaso Marinetti

Il Manifesto del Futurismo (1909): le parole in libertà e la rottura con la tradizione

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Il manifesto e la rottura con il passato

Pubblicato da Filippo Tommaso Marinetti su Le Figaro nel 1909, il Manifesto del Futurismo proclama il rifiuto della tradizione e dei modelli culturali considerati incapaci di rappresentare la modernità. Il movimento esalta velocità, dinamismo, azione e macchina, simboli di un mondo trasformato dall’industria e dalle nuove tecnologie. L’automobile e la locomotiva diventano immagini di una nuova bellezza; l’energia futurista si accompagna a un atteggiamento aggressivo e provocatorio, fino alla celebrazione della guerra come «igiene del mondo».

Dalla poetica alla tecnica

Nel Manifesto tecnico della letteratura futurista del 1912 Marinetti traduce queste idee in indicazioni per la scrittura. La distruzione della sintassi mira a superare la linearità del discorso tradizionale e a rendere sulla pagina il ritmo della vita moderna. Tra le procedure indicate figurano:

  • usare verbi all’infinito e limitare aggettivi e avverbi;
  • sostituire la punteggiatura con segni capaci di dare ritmo visivo;
  • creare sostantivi doppi, come piazza-imbuto;
  • ricorrere a onomatopee e sinestesie.

Le parole in libertà liberano la disposizione delle parole dai vincoli della frase ordinaria e valorizzano anche la loro forma visiva nelle tavole parolibere. Il manifesto del 1909 fonda la posizione ideologica del movimento; quello del 1912 ne espone le sperimentazioni letterarie.

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