La crisi dell’intellettuale e il riso
Agli inizi del Novecento, l’intellettuale non è più riconosciuto come guida morale e si sente marginale in una società dominata dal profitto. Palazzeschi risponde a questa crisi con la vocazione al riso: abbandona il modello del poeta-vate e si presenta come saltimbanco dell’anima. L’ironia, la caricatura e il gioco diventano strumenti per mettere in discussione le convenzioni letterarie e borghesi.
- La poesia non assume più un tono solenne: cerca la libertà dell’invenzione.
- Il divertimento e lo sberleffo reagiscono al senso di vuoto e alla noia.
Tra Crepuscolari e Futuristi
Dai Crepuscolari Palazzeschi riprende ambientazioni come conventi e cimiteri, trasformandole però in scene grottesche anziché malinconiche. Dal Futurismo accoglie la ribellione alla tradizione, le onomatopee e le parole in libertà, ma non ne condivide l’esaltazione della macchina e della velocità né il mito della guerra.
Suoni e gioco poetico
In La fontana malata, i suoni spezzati e duri rendono la fontana simile a un essere che tossisce. Il componimento è presentato come parodia della musicalità di La pioggia nel pineto di D’Annunzio. In E lasciatemi divertire! sillabe e parole prive di senso convenzionale diventano materia poetica: il gioco e lo sberleffo segnano una ripartenza dopo la crisi della poesia tradizionale.