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Italiano · Giacomo Leopardi

Vita e contesto storico: Recanati, la formazione erudita e il pessimismo

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Giacomo Leopardi nasce e si forma a Recanati, un borgo percepito come chiuso e soffocante. La sua educazione avviene soprattutto nella vasta biblioteca paterna: da autodidatta studia latino, greco, ebraico e lingue moderne, diventando molto erudito già giovanissimo, ma pagando con il peggioramento della salute e della vista.

Punti chiave

  • In questo percorso si collocano due svolte decisive: la conversione letteraria del 1816, quando abbandona la sola erudizione per dedicarsi alla poesia, e la conversione filosofica del 1819, quando una malattia agli occhi contribuisce alla crisi spirituale e all’adozione di una visione materialista.
  • Il pensiero leopardiano si sviluppa nello Zibaldone, grande raccolta di appunti filosofici e morali, e ruota attorno al rapporto tra illusione e ragione: le illusioni aiutano a vivere, mentre la ragione svela la verità e quindi l’infelicità.
  • Anche l’idea di natura cambia: prima è pensata come madre benevola che offre illusioni agli antichi, poi, nelle Operette morali, diventa una natura matrigna, cieca e indifferente al dolore umano.

Da ricordare

La fuga da Recanati, i soggiorni in varie città e le delusioni personali accompagnano l’evoluzione del pessimismo, fino alla solidarietà invocata ne La ginestra.

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