Formazione e Gli indifferenti
Alberto Pincherle, noto come Alberto Moravia, nacque a Roma nel 1907 in una famiglia borghese agiata. A nove anni si ammalò di tubercolosi ossea: la lunga permanenza a letto e nei sanatori lo isolò dai coetanei, ma favorì letture intense, fra cui Dostoevskij e Proust. Nel 1929 pubblicò a proprie spese Gli indifferenti, romanzo che mette a nudo l’ipocrisia, la noia e la mancanza di valori di una famiglia romana. Questa rappresentazione contrasta con l’immagine vitale ed eroica promossa dal fascismo.
Fascismo, guerra e dopoguerra
Il rapporto con il regime fu teso. Per evitare la censura, Moravia viaggiò all’estero come giornalista e firmò articoli con uno pseudonimo. Dopo l’armistizio del 1943, fuggì da Roma con la moglie Elsa Morante e si nascose per mesi in Ciociaria. L’esperienza della povertà e della guerra contadina ispirò in seguito La ciociara. Nel dopoguerra scrisse per il Corriere della Sera, fondò la rivista Nuovi Argomenti e analizzò la società contemporanea.
Temi e visione sociale
- Alienazione: i personaggi sono spesso apatici e incapaci di cambiare la propria condizione.
- Sesso e denaro: il sesso può rappresentare una ricerca di contatto; il denaro regola i rapporti e trasforma anche gli affetti in scambio.
Moravia si avvicinò al marxismo per la critica del capitalismo, mantenendo però indipendenza e spirito critico.