Gli indifferenti: la paralisi borghese
Romanzo d’esordio di Alberto Moravia, Gli indifferenti (1929) rappresenta una famiglia borghese in declino economico e morale. Gli Ardengo sono esposti alle mire di Leo Merumeci, amante di Mariagrazia, interessato alla villa e a Carla. Il titolo richiama l’incapacità dei personaggi di reagire con autentica partecipazione.
- Carla cede a Leo per noia e rassegnazione, non per amore.
- Michele riconosce lo squallore della situazione, ma non riesce a cambiarla: il tentativo di sparare a Leo fallisce perché la pistola non è carica.
Popolo e guerra
Negli anni Cinquanta Moravia sposta l’attenzione sulle classi popolari. Racconti romani (1954) raccoglie vicende di personaggi della Roma del dopoguerra, narrate in prima persona con un italiano che include un romanesco stilizzato; spesso l’esito è una sconfitta tragicomica. La ciociara (1957) segue Cesira e la figlia Rosetta, fuggite da Roma durante la Seconda Guerra Mondiale. La violenza subita dalle due donne durante la liberazione segna profondamente Rosetta e richiama la distruzione dell’innocenza causata dalla guerra.
La crisi in La noia
Nel romanzo del 1960, Dino vive la noia come incomunicabilità con la realtà, non come semplice mancanza di occupazioni. Cerca un legame con Cecilia attraverso il sesso e il denaro, ma non riesce a controllarla né a colmare la propria distanza dal mondo. La vicenda mette in luce la crisi dell’intellettuale e la mercificazione dei rapporti umani.