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Filosofia · 8. Søren Kierkegaard

Il pensiero: esistenzialismo cristiano e categoria del singolo

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Il singolo, la possibilità e gli stadi

Kierkegaard concentra la riflessione sul singolo, con le sue scelte e i suoi drammi, anziché sui sistemi che descrivono l’umanità in generale. La libertà apre possibilità diverse, ma genera anche angoscia: come mostra l’esempio di Adamo, è la vertigine di sapere che si può scegliere.

In Aut-Aut distingue tre stadi dell’esistenza:

  • Estetico: ricerca il piacere immediato e fugge la noia; la superficialità può condurre alla disperazione.
  • Etico: assume responsabilità, doveri e regole; tuttavia la conformità non colma necessariamente il vuoto interiore.
  • Religioso: l’individuo si affida a Dio, oltrepassando i limiti degli stadi estetico ed etico.

Disperazione e fede

L’angoscia riguarda le possibilità e il rapporto con il mondo; la disperazione riguarda invece il rapporto dell’io con se stesso, quando non riesce ad accettarsi o a diventare ciò che vorrebbe. Kierkegaard la chiama «malattia mortale» e indica nella fede la via d’uscita.

In Timore e Tremore, Abramo esemplifica il paradosso della fede: la sua fiducia in Dio non si lascia ricondurre alla morale comune. Il salto nella fede è una scelta personale che non trova una spiegazione conclusiva nella ragione e permette al singolo di rapportarsi a Dio.

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