Il singolo, la possibilità e gli stadi
Kierkegaard concentra la riflessione sul singolo, con le sue scelte e i suoi drammi, anziché sui sistemi che descrivono l’umanità in generale. La libertà apre possibilità diverse, ma genera anche angoscia: come mostra l’esempio di Adamo, è la vertigine di sapere che si può scegliere.
In Aut-Aut distingue tre stadi dell’esistenza:
- Estetico: ricerca il piacere immediato e fugge la noia; la superficialità può condurre alla disperazione.
- Etico: assume responsabilità, doveri e regole; tuttavia la conformità non colma necessariamente il vuoto interiore.
- Religioso: l’individuo si affida a Dio, oltrepassando i limiti degli stadi estetico ed etico.
Disperazione e fede
L’angoscia riguarda le possibilità e il rapporto con il mondo; la disperazione riguarda invece il rapporto dell’io con se stesso, quando non riesce ad accettarsi o a diventare ciò che vorrebbe. Kierkegaard la chiama «malattia mortale» e indica nella fede la via d’uscita.
In Timore e Tremore, Abramo esemplifica il paradosso della fede: la sua fiducia in Dio non si lascia ricondurre alla morale comune. Il salto nella fede è una scelta personale che non trova una spiegazione conclusiva nella ragione e permette al singolo di rapportarsi a Dio.