Menu Maturando
Crea account gratuitoHai già un account? Accedi

Scienze Naturali · 7. Vulcani e terremoti

Terremoti: origine e meccanismo (teoria del rimbalzo elastico), onde sismiche P, S e superficiali, scale di misurazione (Richter, Mercalli, momento sismico), sismografi e prevenzione del rischio sismico

  • Riassunto
  • Argomento 3 di 3

Si inizia gratis

Hai ripassato. Adesso mettiti alla prova.

Accedi per salvare i progressi e iniziare un quiz.

Origine e propagazione

Un terremoto è una vibrazione improvvisa del terreno dovuta alla rapida liberazione di energia. Secondo la teoria del rimbalzo elastico, le rocce sottoposte a forze tettoniche si deformano e accumulano energia elastica; superato il limite di resistenza, si fratturano lungo una faglia e i blocchi rimbalzano, liberando vibrazioni. Il punto di rottura in profondità è l'ipocentro; il punto sulla verticale in superficie è l'epicentro, dove di solito si registrano i danni maggiori.

Onde e misura

Le onde P sono longitudinali, più veloci, e attraversano solidi, liquidi e gas; le onde S sono trasversali e viaggiano solo nei solidi; le onde superficiali (Rayleigh e Love) sono più lente e ampie e causano molti danni agli edifici. Il ritardo tra P e S permette di stimare la distanza dell'epicentro. Il sismografo registra il sismogramma. La scala Mercalli valuta l'intensità e i danni (I–XII); la Richter la magnitudo con scala logaritmica; il momento sismico M0=μ⋅A⋅DM_0 = \mu \cdot A \cdot D descrive meglio l'energia.

Rischio

Non possiamo prevedere con precisione i terremoti. Il rischio sismico si stima con R=P⋅V⋅ER = P \cdot V \cdot E:

  • Pericolosità (PP): probabilità di un sisma in una zona.
  • Vulnerabilità (VV): debolezza degli edifici.
  • Esposizione (EE): valore di ciò che può essere perduto.

Riducendo la vulnerabilità con costruzioni antisismiche si diminuisce il rischio.

teoria del rimbalzo elasticofagliaipocentroepicentroonde P e Sscala Mercalliscala Richterrischio sismico