Identikit e storia eruttiva
Il Vesuvio è un stratovulcano: il cono deriva dall’accumulo alternato di colate laviche e depositi piroclastici. Il magma è viscoso per l’alto contenuto di silice (), quindi i gas restano intrappolati e generano forti pressioni: Le date chiave sono:
- 79 d.C.: eruzione pliniana, con colonna alta decine di chilometri e flussi piroclastici ().
- 1631: eruzione sub-pliniana dopo un lungo riposo.
- 1944: eruzione mista effusiva-esplosiva, l’ultima; segue quiescenza con degassamento fumarolico.
Rischio e piano di emergenza
Il rischio vulcanico si stima con : è la pericolosità, la vulnerabilità, l’esposizione. Nell’area vesuviana è enorme. Il Piano Nazionale di Emergenza distingue la Zona Rossa, esposta ai flussi piroclastici (, ), dove serve evacuazione preventiva, e la Zona Gialla, soggetta a ricaduta di ceneri e lapilli. I comuni della Zona Rossa sono gemellati con regioni italiane. L’INGV monitora i precursori vulcanici: sismicità locale, deformazione del suolo e variazione del rapporto nei gas fumarolici.